La storia dell’Umanità è piena di sfide in cui l’uomo ha impiegato secoli prima di venirne a capo: l’invenzione della ruota, i primi caratteri mobili per la tipografia, l’avvento dell’Era digitale grazie a Internet sono solo alcune di esse.
In questa moltitudine di sfide, ce ne sono altre che sono state ugualmente impegnative; pensiamo ad esempio all’invenzione del frigorifero: l’elettrodomestico in sé è stato inventato alla fine del XIX secolo, eppure già gli Etruschi e i Romani conservavano alimenti e bevande con delle strutture chiamate ghiacciaie.
È alla luce di questa considerazione che in queste righe proverò a darti informazioni nuove sulle borse termiche, con l’obiettivo di fartele rivalutare.
Cenni preliminari sulle borse termiche
Che la borsa termica sia un oggetto tanto utile quanto bistrattato lo si capisce dalla valanga dei nomi che nel corso dei decenni le sono stati appioppati, contribuendo a sottostimare il prodotto.
I più forbiti la definiscono contenitore termico per alimenti oppure contenitore isotermico, coloro che usano l’inglese l’hanno ribattezzata lunch box termico, mentre sono di estrazione decisamente più popolare denominazioni come borsa frigo, zaino termico o ghiacciaia.
Quest’ultimo nome è ancora molto in voga nella generazione delle nonne, ma nell’era contemporanea la borsa termica è ormai diventata sinonimo di riders, visto che è la fidata compagna di lavoro di quei milioni di ragazzi che spesso ci salvano la cena con consegne rapide ed efficienti.
In realtà è però già da diversi decenni che la borsa termica è un oggetto di uso comune: se vivi in Lombardia, in special modo a Milano e dintorni, mi basterà pronunciare il termine “schiscetta” per farti capire di cosa sto parlando; quello che in altre parti d’Italia si chiama volgarmente “pranzo al sacco” per i milanesi ha quasi l’aura di sacralità.
Il lunch box termico, ribattezzato borsa termica per la schiscetta, infatti, non solo deve essere ben isolato termicamente, ma deve essere dotato anche di contenitori ermetici, preferibilmente di plastica, affinché non fuoriescano odori e/o cibo.
Ovviamente, le borse termiche sono utili anche in tutte le altre occasioni in cui si vuol portare il pranzo fuori senza necessariamente pensare al lavoro: pensa alle gite in barca, alle escursioni o anche ai semplici picnic.
Quanto costa una borsa termica?
Per quel che riguarda i costi, infine, le borse termiche sono uno dei prodotti più eterogenei sul lato economico: il prezzo medio è 25 euro, ma si parte da una base di circa 12 euro fino ad arrivare anche oltre i 200 euro: ovviamente il prezzo è direttamente proporzionale alle prestazioni fornite.
Come è fatta una borsa termica?
Altro aspetto che ci fa capire come la borsa termica, per certi aspetti, sia un oggetto “high-tech”, nel senso che è realizzata con le tecnologie di ultima generazione, è l’analisi di materiali.
Quella che ai nostri occhi può sembrare materiale di qualità dozzinale, è in realtà un tessuto misto di nylon, oxford e neoprene, che non solo è idrorepellente, ma assicura anche una grande durata nel lungo periodo. Altri modelli, che più in avanti scopriremo essere definiti “borse termiche rigide”, hanno il rivestimento esterno in plastica.
All’interno, alcune volte il rivestimento è in fogli di alluminio, ancora oggi uno dei materiali migliori per garantire l’isolamento termico, senza contare che è semplice da pulire e a prova di perdite.
I soli alluminio e tessuto esterno, tuttavia, da soli non basterebbero per mantenere la temperatura di cibi e bevande per un tempo accettabile: il “quid” nelle borse termiche è nell’imbottitura, che nella quasi totalità dei prodotti è in schiuma EPE (polietilene espanso).
Nei casi in cui si dovranno garantire le basse temperature ai cibi e alle bevande, all’interno della borsa termica sarà importante inserire alcune piastre eutettiche, note come “siberini”.
Quante tipologie di borse termiche esistono?
Nel precedente paragrafo, seppur di sfuggita, abbiamo incontrato una prima denominazione specifica, ovvero “borsa termica rigida”. Si tratta appunto di veri e propri frigo portatili il cui rivestimento esterno è in materiale rigido (99% dei modelli in plastica), solitamente creati per avere grandi capienze (fino a 400 litri, per intenderci), e che mantengono la temperatura più a lungo grazie alla chiusura ermetica di cui sono dotati.
In termini di prestazioni sono i frigo portatili che garantiscono performance più elevate, e quindi sono più indicati in tutte quelle occasioni in cui la “gita fuori porta” è più lunga del previsto, come ad esempio possono essere le gite in barca e le escursioni sui monti.
A questo punto il dubbio viene spontaneo: se sono così performanti, perché sul mercato esistono le borse termiche flessibili? Perché francamente le borse termiche sono più comode, leggere, meno ingombranti e non ti ci vuole almeno un mese di palestra per maneggiarle.
Borsa termica vs Frigo portatile
Le borse termiche morbide, quindi, sono più indicate rispetto ai frigo portatili per tutte le uscite fuori casa di breve durata, come picnic, passeggiate o semplicemente per la “schiscetta”.
Le borse termiche, inoltre, si dividono nelle tipologie “attive” e “passive”: le borse termiche attive sono quelle paragonabili a veri e propri frigoriferi, dato che sono dotate di un’alimentazione (in disuso); le borse termiche passive, invece, sono quelle più comuni, prive di alimentazione e che per refrigerare devono avere i siberini o mattonelle di ghiaccio.
Quali sono le migliori borse termiche?
Se in questo paragrafo ti aspetti di conoscere marche e modelli specifici delle migliori borse termiche, temo che dovrò deluderti. Non perché non ve ne siano, anzi, proprio per il motivo opposto: il mercato del settore è così ampio, variegato e competitivo che praticamente tutte le borse termiche in commercio possono fare al caso tuo.
Più che altro, questo paragrafo può tornare utile per capire quali aspetti determinano le qualità di una borsa termica e la definisco “migliore” rispetto ad altre. Vediamoli assieme:
- I materiali esterni ed interni: che si tratti di tessuto o plastica, è fondamentale che siano robusti, resistenti e soprattutto idrorepellenti.
- Le cerniere: grande importanza è nelle cerniere; assicurati che siano di alta qualità, che non abbiano “l’inceppo facile” e che soprattutto non lascino entrare o uscire aria dal contenitore.
- Le cuciture: al pari delle cerniere, anche le cuciture devono essere a tenuta stagna.
- L’imbottitura: se è presente la schiuma EPE (polietilene espanso), vai a colpo sicuro.
Tutto qua: come ti dicevo, essendo un mercato molto competitivo, basta guardare giusto a un paio di aspetti per essere sicuri di avere fra le mani una borsa termica di qualità.
Anzi, ti dico di più: con i modelli di ultima generazione puoi anche assecondare i tuoi gusti, perché ne esistono diverse dal design accattivante e con colori brillanti, perfette per rendere ancora più vivaci le tue gite fuori porta.
Infine, per i lunch box, ritengo sia particolarmente utile la presenza di un paio di contenitori in plastica ermetici per contenere il cibo.
Come usare la borsa termica?
Ammetto di essere una persona pesante, ma ti confesso che se dipendesse da me renderei obbligatorio uno specifico corso per usare le borse termiche, perché nonostante si tratti di poche regole di buon senso ho notato che tantissime persone ancora oggi le ignorano.
Partiamo dalle basi, prendendo in considerazioni l’uso della borsa termica per tenere cibi e bevande in fresco. Se sei solito riporre, quando non la usi, la borsa termica in veranda o comunque in un posto caldo della casa, ti conviene cambiare abitudine. Il fatto è che la borsa in questi luoghi assorbe calore, e quando metti i siberini all’interno questi disperderanno molto più in fretta il freddo di cui sono portatori.
Il primo consiglio, quindi, è di tenere la borsa termica sempre in luoghi freschi e riparati.
Se poi vuoi essere un perfezionista, prendila con un giorno d’anticipo e inizia a raffreddarla mettendoci dei siberini o inserendola nel freezer. In questo modo, il giorno successivo te la troverai già bella fredda, e a quel punto ti basterà svuotarla per metterci altri siberini e gli alimenti che hai scelto per poterla usare al massimo delle sue potenzialità.
I successivi consigli sono un inno all’ovvietà, ma è sempre meglio esplicitarli.
Se devi portare con te cibi e bevande freddi, toglili dal frigo per metterli nella borsa termica solo pochi minuti prima di uscire di casa, al fine di allungare la durata della bassa temperatura nel contenitore.
Quando giungi sul luogo deputato, assicurati di lasciare la borsa in un punto al fresco e/o all’ombra: va da sé che se la lasci sotto i raggi del sole dopo poco tempo la tua birra diventerà brodo di gallina.
Infine, apri la borsa termica solo quando è strettamente necessario e ricordati sempre di richiuderla dopo aver preso quello che ti serve.
Come mantenere fredda una borsa termica?
Non ci sono formule magiche o particolari espedienti, ma un unico vero strumento utile per mantenere fredda la borsa termica: il siberino.
A seconda della zona d’Italia da cui provieni, può conoscere questo oggetto con i vari nomi, fra cui mattonella di ghiaccio, gelino, freezerino o panetto del ghiaccio, anche se il nome tecnico è piastra eutettica. Se non hai ancora capito, si tratta di quelle tavolette, solitamente di colore blu, che fungono da “ghiaccio artificiale” per tenere cibi e bevande al fresco.
Affinché siano efficaci, i siberini vanno sempre tenuti in freezer, e vanno tirati fuori e messi nella borsa termica solo al momento della bisogna.
Il siberino si fa preferire al normale ghiaccio sia perché assicura una maggiore durata della bassa temperatura, grazie alla soluzione eutettica che custodisce al suo interno, sia perché dopo l’uso il ghiaccio sciolto trasformerebbe l’interno della tua borsa termica in uno scenario da Arca di Noè.
A seconda della capienza della borsa termica, è importante mettere un numero congruo di siberini. Nel mio piccolo, ho calcolato che il rapporto perfetto è quello di un siberino per ogni 5 litri di capienza: se quindi, ad esempio, hai una borsa termica da 40 litri, 8 siberini saranno sufficienti. Detto questo, se la capienza lo permette, per mantenere la borsa termica fredda, infilaci dentro quanti più siberini possibili, che così non sbagli mai!
E se invece volessi mantenere del cibo caldo nella borsa termica?
Di norma, l’ottimo isolamento termico di cui sono dotate le borse è già di per sé una garanzia per tenere i cibi al caldo. Tuttavia, esiste un semplice metodo per renderle ancora più performanti: prima di usarla, riempi la borsa termica con acqua calda a 80°C e immergi i siberini.
Successivamente, svuota la borsa dall’acqua lasciando i siberini, e infilaci dentro i contenitori ermetici con il cibo caldo: a parità di condizioni, questo semplice espediente ti permette di tenere gli alimenti al caldo per diverse ore in più.
Ovviamente ricordati di tenere ben chiusa la borsa termica e di aprirla solo quando dovrai consumare il pasto.