Qualcuno più bravo di chi scrive, disse che anche dietro le cose più piccole ci sono delle grandi storie. Ad esempio… quanti sono gli oggetti che utilizzi quotidianamente di cui non conosci nemmeno il nome? Tantissimi, più di quanto immagini.
Qualche esempio?
Gli aghetti, ossia i piccoli rinforzi in plastica che si trovano alla fine dei lacci delle tue scarpe, il concentratore di ossigeno, che direziona l’aria calda dell’asciugacapelli, oppure i floemi ossia i filamenti che si trovano intorno alla polpa della banana.
Ti ho elencato le prime cose che mi venivano in mente, ma potrei andare avanti per ore. E se adesso invece ti dicessi siberino, cosa ti viene in mente?
Se pensi a un abitante della Siberia devo dirti che sei fuori strada. Se invece il termine siberino ti ricorda quel contenitore chiuso di plastica blu che viene usato al posto del ghiaccio per refrigerare, hai fatto centro.

Piastre eutettiche Siberini
Il siberino è un oggetto che usiamo più o meno quotidianamente, eppure non ne sappiamo praticamente niente. In queste righe ti farò scoprire quante informazioni nasconde quel piccolo oggetto che tieni sempre nel freezer.
Qual è il vero nome del siberino?
La domanda, così com’è posta, ricorda quella barzelletta che andava di moda quando ero bambino, in cui si chiedeva “di che colore fosse il cavallo bianco di Napoleone”. Una tautologia direbbero quelli bravi, una stupidaggine pensano in molti.
Porsi in realtà il tema sul vero nome del siberino non è affatto sbagliato, perché se è vero che il termine tecnico corretto è piastra eutettica (dal greco “éutēktos”, che indica “ben fuso”, e che rappresenta il miscuglio di sostanze che “fanno funzionare” il siberino), è altrettanto vero che nel linguaggio comune questo prodotto ha più nomi di un nobile d’altri tempi.
Vediamo allora una serie di nomi con i quali vengono definiti i siberini.
Secondo un elenco più o meno ufficiale, quello che noi chiamiamo comunemente siberino è noto anche con i nomi di: carica del ghiaccio, accumulatore, ghiacciolino, ghiaccino, polaretto, ghiaccioletto, siberina, ghiacciolo, panetta del ghiaccio, freezerino, saponetta del ghiaccio, gelino, piastra eugenia, panetto del ghiaccio, frigoretta o mattonella di ghiaccio.
Cosa sono esattamente i siberini
Qualora non sia stato chiaro, lo ripeto.
I siberini sono contenitori di plastica chiusi, spesso di colore blu, al cui interno vi è una miscela che congelando può mantenere una bassa temperatura all’interno di contenitori isolati come borse termiche e frigoriferi portatili.
Volendo essere un po’ più precisi, quello che ho definito genericamente plastica è in realtà polietilene ad alta densità HDPE, e all’interno ha una soluzione gelatinosa, composta da vari elementi, che è in grado di ghiacciare e di rilasciare frigorie.
Occhio a non confondere il siberino con il gel termico: quest’ultimo infatti non congela, e viene usato prevalentemente per alleviare i traumi.
Uno dei principali vantaggi dei siberini è che non hanno scadenza, e possono essere riutilizzati infinite volte: ho visto delle piastre eutettiche tramandarsi di padre in figlio, manco fossero un caro ricordo di famiglia.
A quei pochi che non hanno mai usato un siberino sino a oggi, la domanda potrebbe sorgere spontanea: perché preferire un prodotto del genere al caro e vecchio ghiaccio?
Beh, in realtà è una questione di praticità: se si usa il ghiaccio per refrigerare una borsa termica, dopo alcune ore questo si scioglie e ci si trova l’interno pieno d’acqua, con evidenti disagi. Ma al di là del fatto che si possa allagare la borsa termica o meno, il vero vantaggio del siberino è che ha una durata maggiore rispetto al ghiaccio tradizionale.
Quando sono stati inventati?
Se a oggi le piastre eutettiche sono un oggetto sottovalutato a cui molti appioppano svariati nomi, probabilmente è anche perché chi l’ha inventato tuttora non ne ha davvero compreso le reali potenzialità, almeno questo è quello che penso io.
Siamo d’accordo sul fatto che quella del siberino magari non sarà un’invenzione che può valere un premio Nobel, ma si tratta di un prodotto che, a dispetto di quanto possa pensare, ha cambiato le abitudini di milioni di persone, e questo è incontrovertibile.
L’inventore dei siberini è il sig. Guglielmo Perucchetti della Prodotti Siberin sas, che nel 1960 presentò domanda di brevetto per quello che allora era definito un “cuscinetto per l’immagazzinamento di frigorie”. Nel 1961 tale domanda fu accolta e il siberino divenne il brevetto no. 629869.
Brevetto invenzione 629869 per siberino
Negli anni successivi, fu depositato il marchio d’impresa “siberin” e la Prodotti Siberin sas divenne l’attuale Siberin srl.
Cosa contengono?
I siberini contengono una soluzione gelatinosa eutettica di colore blu, composta da più sostanze che assieme solidificano a -3°C. Ci sono anche versioni da -16 e -23°C.
Ma cos’è una soluzione eutettica?
Una soluzione eutettica è una miscela di sostanze che fonde (o solidifica) ad una temperatura più bassa di quella dei singoli componenti [1].
Faccio un esempio pratico: ti è mai capitato di dover sciogliere la neve e per questo utilizzare del sale? Sai perché funziona?
Perché l’acqua solidifica diventando ghiaccio a 0°C, il sale fonde a 804°C, ma la loro miscela eutettica fonde a -21,3°C. Detto in parole semplici: se aggiungi il sale al ghiaccio, questo abbassa il punto di solidificazione dell’acqua da 0 a -21°C e il ghiaccio si scioglie (se la temperatura ambientale non è più bassa di 21°C).
Il liquido refrigerante è il vero segreto del successo degli accumulatori di freddo; infatti, quando viene tolto dal congelatore e messo in un contenitore isolato termicamente, rilascia frigorie in modo più efficiente rispetto al ghiaccio tradizionale.
Ottimizzare l’uso dei siberini
Come in tutte le cose della vita, anche per quel che riguarda le piastre eutettiche è importante applicare sempre il buon senso per renderne le prestazioni più performanti.
Quelle che vado a descriverti di seguito sono oggettivamente una sequenza di ovvietà, ma l’obiettivo di queste righe è proprio dimostrare che anche le cose più semplici e banali hanno la loro importanza.
Ad esempio: pianifica l’uso dei siberini con anticipo e lasciali congelare almeno 24 ore prima.
Al tempo stesso, ove possibile, mantieni in fresco sia la borsa termica che le bevande e gli alimenti.
Per le prestazioni del siberino sono determinanti anche le qualità della borsa termica usata. Utilizza frigoriferi portatili o borse termiche isolate in poliuretano espanso, che permettono una durata maggiore delle basse temperature rispetto a quelle tradizionali.
Minimizza il numero di aperture del tuo frigorifero portatile, e sistema in alto gli oggetti che utilizzerai più frequentemente.
Ed infine, riempi il più possibile il tuo frigorifero o borsa termica, in modo che sia poca l’aria fredda che esce ad ogni apertura.
Campi di applicazione delle piastre eutettiche
Come si usano i siberini?
L’esempio principe che abbiamo ripetuto in tutte queste righe è quello della borsa frigo, per portare con sé bevande e alimenti e tenerli al fresco il più a lungo possibile.
Questo principio, tuttavia, viene mutuato anche in ambiti professionali: si pensi alle aziende di catering, che per trasportare gli alimenti nel luogo dell’evento si avvalgono proprio delle piastre etutettiche, ovviamente in quantità e dimensioni ben più importanti di quelle a cui siamo abituati nel nostro quotidiano.
Non si vive di solo cibo: anche alcuni medicinali, ad esempio, per essere trasportati devono viaggiare a temperature molto basse, quindi anche in questo caso l’uso dei siberini è fondamentale, sia se sei un autotrasportatore di medicinali, sia se semplicemente vuoi portarti la borsa delle medicine anche quando vai in vacanza.
Un ambito molto importante che mi viene in mente in campo medico è l’uso dei siberini per i trapianti o il trasporto del sangue: in quest’ultimo caso, affinché possa essere usato, infatti, il sangue deve essere trasportato ad una temperatura attorno agli 8°C.
Le piastre eutettiche sono molto utili anche all’interno dei nostri freezer di casa: se messe adiacenti alle pareti interne del congelatore, infatti, migliorano l’isolamento termico. Può sembrare una banalità, ma un miglior isolamento termico permette un grande risparmio energetico per il congelatore, nonché una bolletta ben più leggera per noialtri.
Quando dura il refrigerio?
Quando si parla di siberini, si usa in maniera fin troppo semplicista il termine di 8 ore come durata delle piastre eutettiche, ma in realtà si tratta di un valore che dipende da troppi fattori.
I fattori determinanti sono la temperatura ambientale, il grado di isolamento del contenitore, la temperatura iniziale ed il volume occupato dai prodotti da refrigerare, il numero di volte che apri il contenitore e la velocità con la quale lo richiudi, ecc.
Quante formule diverse vantano i siberini?
A seconda dell’uso a cui sono chiamati, in realtà, i siberini sono realizzati con diverse soluzioni eutettiche, affinché possano garantire una durata compatibile all’uso.
In particolare, sono disponibili quattro specifiche formule, che si differenziano per il punto di congelamento:
- -3°C (rappresentano lo standard domestico a cui tutti noi siamo abituati);
- -16°C (utili per il trasporto dei prodotti congelati);
- -23°C (utilizzati per le consegne dei surgelati);
- soluzione paraffina (miscela che evita il congelamento della soluzione gelatinosa, utile per i prodotti che soffrono le temperature troppo basse).
Curiosità: il refrigerio di Giulio Cesare
Il desiderio di refrigerio nasce sin dall’antichità, e come capita per tante altre innovazioni dei giorni nostri, anche il principio dei condizionatori moderni nasce in qualche modo dagli antichi Romani.
I ricchi Romani, infatti, realizzavano sempre delle piscine all’esterno delle loro ville: a un primo sguardo poco attento non c’è nulla di rivoluzionario, perché si tratta di una caratteristica di tante ville moderne.
In realtà, i Romani non installavano una piscina in casa per farci il bagno in piena estate, o quantomeno non solo. I romani avevano scoperto che il vento, a contatto con l’acqua, si raffredda: basti pensare che il vento in spiaggia, dove c’è il mare, a parità di condizioni è più fresco rispetto a quello nell’entroterra.
Di conseguenza, con le piscine all’esterno i Romani avevano le case più fresche, realizzando così dei condizionatori ante litteram.
Per lo stesso principio, i moderni raffrescatori utilizzano i siberini per refrigerare l’aria e di conseguenza l’ambiente.
Prova tu stesso a posizionare due siberini dietro un vecchio ventilatore, e scoprirai quanto l’aria spinta dal ventilatore sarà più fresca!