Le gite fuori porta sono uno dei momenti più bella della vita familiare, perché per almeno qualche ora metti da parte preoccupazioni e routine della vita quotidiana e ti godi la spensieratezza dell’aria aperta, visitando oasi naturalistiche, ammirando qualche scavo archeologico o anche solo facendo un semplice picnic al parco cittadino.
Uno dei momenti più ingrati, tuttavia, è dedicato alla preparazione del frigo portatile: non è tanto per la difficoltà in sé, quanto per il fatto che se manca poi qualcosa la colpa è tua.
Questa guida quindi nasce come un’ode al frigo portatile, uno strumento tanto comune quanto fondamentale, che anche nella sua semplicità nasconde complessità e “trucchi del mestiere”.
Proviamo a scoprire insieme quali sono.
Quali sono i nomi del frigo portatile
Se hai già letto le guide relative a borse termiche e siberini, sarai a conoscenza del fatto che per questi accessori esistono un’infinità di nomi, molti dei quali dettati più da tratti onomatopeici o linguaggio popolare.
Anche per il frigo portatile abbiamo un piccolo elenco, anche se non dettagliato quanto gli illustri predecessori: gli altri nomi con cui il frigo portatile è conosciuto sono borsa frigo, ghiacciaia, borsa termica rigida e cooler.
A questi nomi andrebbero aggiunte tutte le declinazioni di carattere regionale, la cui ricchezza e varietà meriterebbe una guida a parte.
Tuttavia, il termine più divertente che ho sentito è “il cascione del ghiaccio”, denominazione napoletana che esplica in maniera inequivocabile le grandi dimensioni e l’enorme capacità contenitiva del prodotto.
Breve storia dei frigo portatili
Oggi parliamo dei frigo portatili come oggetti comuni e presenti nella nostra cultura da chissà quanti secoli, ma in realtà la loro storia è molto più giovane di quanto si possa immaginare.
I primi modelli di frigo portatili in Italia sono arrivati negli anni Cinquanta, e la prima ditta a immetterli sul mercato fu la Prodotti Siberia, conosciuta oggi con la nuova ragione sociale Siberin SRL. Se hai l’impressione che questo nome non ti sia nuovo, ne hai ben donde, perché questa stessa azienda ha brevettato e realizzato i siberini, quelle “tavolette di ghiaccio” che tuttora usiamo all’interno di borse termiche, frigo portatili e freezer.
Fra l’altro, i primi modelli erano a mio avviso anche quelli più belli da vedere, seppur tecnologicamente obsoleti: erano infatti realizzati o in legno curvato o come un cestino in vimini, quest’ultimo perfettamente in tema con le gita fuori porta con cui questi prodotti sono solitamente identificati.

Ghiacciaie in vimini e legno curvato
Avevano tuttavia un costo importante, soprattutto per gli standard dell’epoca, e si dovette attendere il 1962 per trovare nei negozi una versione più economica. Si trattava di un frigo portatile in polipropilene stampato a iniezione, dal design più moderno e dal costo più accessibile.
Inutile dire che anche questo prodotto veniva venduto dalla Siberin SRL, che anche nell’utilizzo del polipropilene, materiale plastico che oggi vediamo in una grandissima quantità di prodotti, è stata una vera precorritrice.

Ghiacciaia economica in polipropilene
Anche oggi la Siberin SRL continua a produrre frigo portatili, ma lo fa per lo più con partnership nei mercati dell’Africa e del Medio Oriente: le linee dei prodotti sono “Frigothermo” e “Eskino”, ed hanno una capienza che va dai 5 ai 50 litri.

Linea frigoriferi portatili Siberin Frigothermo Eskimo
Quante tipologie di frigo portatili ci sono?
Innanzitutto possiamo fare una prima distinzione tra borsa termica e frigo portatile in base al rivestimento esterno. La borsa termica è solitamente in morbido tessuto, facile da piegare e riporre, viceversa il frigo portatile ha una corpo esterno rigido.
Fra i contenitori rigidi, poi, c’è da fare un distinguo fra frigo portatili attivi e passivi: i primi sono dotati di alimentazione elettrica, mentre i secondi si affidano esclusivamente ai siberini e a un perfetto isolamento termico.
A un occhio inesperto i frigo portali attivi possono sembrare più performanti, appunto perché dotati di alimentazione elettrica. In realtà i frigo portatili attivi pesano di più, e per giunta non raffreddano così bene.
Come sono fatti i frigo portatili?
In realtà, i frigo portatili sono quasi sempre dei contenitori dotati di
- un corpo interno ed uno esterno stampati ad iniezione, soffiaggio o rotomoulding,
- un coperchio,
- un isolamento con schiuma di poliuretano che viene frapposta fra le parti,
- alcuni accessori come maniglia, rubinetto e bicchieri.
In altri casi i frigo portatili sono costituiti da semplice polistirolo (ovviamente più rigido e qualitativamente migliore di quello usato per gli imballaggi generici), a volte contenuto in scatole di cartone: sono ovviamente prodotti usa e getta.

Quanto costano i frigo portatili?
Uno degli aspetti più interessanti dei frigo portatili è che esistono in talmente tante varianti che possono vantare una forbice di prezzi molto ampia. In linea generale, un frigo portatile ha un prezzo che può partire da un minimo di 25 euro fino a superare anche i 1500 euro per i modelli professionali.
Come disporre il cibo per mantenere in fresco più a lungo
La qualità dei materiali e dell’isolamento termico dei frigo portatili è ovviamente importante, ma da sola non basta per tenere il cibo in fresco il più a lungo possibile.
Anche nei contenitori isotermici della migliore qualità è importante saper disporre gli alimenti. Devi sapere che il freddo intenso, infatti, pur conservando gli alimenti potrebbe al tempo stesso sciuparli, soprattutto quelli più delicati o ricchi d’acqua: sono un esempio insalate, cocomeri, mozzarelle, meloni e pomodori.
Per risolvere, l’ideale è creare un barriera fra alimenti e i siberini: in questo caso è sufficiente inserire prima le bevande, creando uno “strato” di bottiglie e lattine.
Laddove per un qualche motivo non sia possibile, cerca almeno di accostare ai siberini degli alimenti più “resistenti”, quali mortadella, prosciutto, frittate, formaggi stagionati, tonno, carni fredde o verdure cotte. Si tratta però di una “extrema ratio”, da usare solo se non ci sono soluzioni per formare una barriera dai siberini.
Tutti gli alimenti, poi, devono essere chiusi ermeticamente in contenitori di plastica, al fine di contenere le perdite di liquidi e temperatura. Fa eccezione solo la frutta, che va inserita così com’è nel frigo portatile: questo perché i sacchetti di plastica o carta possono creare rispettivamente condensa o eccessiva umidità.
Per quel che riguarda pane, focacce, grissini, sandwich e panini farciti, l’ideale sarebbe non tenerli nel frigo, perché il freddo non fa affatto bene a questa tipologia di alimenti. Se non hai altro contenitore al di fuori del frigo portatile, almeno assicurati di avvolgere ogni panino in più tovaglioli, al fine di proteggerli dal freddo del contenitore isotermico.
La disposizione del cibo, inoltre, può essere organizzata anche in base al tempo che devi stare fuori: se si tratta della singola giornata non ci sono problemi, perché nel giro di poche ore si consuma il tutto.
Qualora si tratti invece di un’escursione di diversi giorni, per la quale avrai evidentemente portato un frigo portatile di grosse dimensioni, suddividi l’interno in tanti scomparti quante sono le giornate che starai lontano da casa.
In questo modo consumerai il cibo uno scomparto alla volta, senza stravolgere il tutto ed evitando di far perdere la temperatura agli alimenti che dovrai consumare nei giorni successivi.
Come migliorare la resa termica di un frigo portatile
Voglio chiudere questa guida dandoti il benvenuto nel mio personalissimo “angolo del bricoleur”, che spesso chiamo anche “paradiso della brugola”, in omaggio ad Aldo Giovanni e Giacomo e al loro fantastico “Tre uomini e una gamba”.
Devi sapere infatti che tu stesso puoi migliorare la resa termica del tuo frigo portatile, e senza particolari strumenti: ti servono semplicemente un trapano e delle bombolette di poliuretano espanso, che puoi trovare in qualsiasi ferramenta o negli store dedicati al bricolage.
Il fatto è che i comuni frigo sono realizzati in materiali plastici come polietilene o polipropilene, che all’interno della scocca presentano cavità che possono far disperdere calore. Quello che devi fare è smontare le varie componenti del frigo portatile (coperchio e pareti) e fare dei piccoli fori con il trapano in vari punti, utilizzando una punta che abbia lo stesso diametro del diffusore delle bombolette di poliuretano espanso.
Una volta praticati i fori, inizia a riempirli con il poliuretano espanso: man mano che riempirai i fori, il poliuretano potrebbe fuoriuscire dagli altri buchi che hai praticato. È tutto nella norma, quando avrai finito di riempire i fori lascia riposare il tutto per qualche ora.
Passato questo intervallo di tempo, noterai che il poliuretano si sarà appunto “espanso”, creando dei cumuli in eccesso all’esterno ma soprattutto riempiendo tutte le cavità interne del tuo frigo portatile.
A quel punto, non ti resterà che tirar via il poliuretano in eccesso e rimontare il coperchio e le pareti del frigo portatile: con questa semplice operazione hai migliorato sensibilmente l’isolamento termico del prodotto.